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Clima impazzito: tutta Italia esposta al rischio metereologico

Da ben 26 anni il clima in Italia continua a essere più caldo rispetto ai valori medi dei decenni precedenti. Si moltiplicano bombe d’acqua e alluvioni mettendo a rischio 9 comuni italiani su 10. Ma c’è un modo per far fronte all’imprevedibilità del meteo.

In Italia il clima è sempre più rovente: a periodi di siccità si alternano violente manifestazioni temporalesche e improvvisi nubifragi, in cui la quantità di pioggia caduta supera i 30 millimetri all’ora, quantità normalmente prevista in 10 giorni1.

L’anomalia meteorologica è dunque diventata la normalità. Secondo le ultime stime di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1961, quando sono iniziati i rilevamenti e, dal 1983, ogni anno ha registrato temperature medie più alte rispetto a quello precedente2.

Questo aumento spesso determina lo scontro tra l’aria riscaldata a livello del suolo e i venti freddi provenienti dal Nord e dall’Est Europa, causa eventi atmosferici estremi con effetti inaspettati – come abbondanti nevicate al centro-sud e in zone costiere – e in alcuni casi devastanti.

Sono molti gli eventi meteorologici di questo tipo ad aver investito la Penisola nel corso del 2018, con vittime tra la popolazione e gravi conseguenze per l’ambiente e il territorio.

Nel mese di ottobre 2018, la Sicilia orientale è stata colpita da forti temporali ed alluvioni, con danni significativi ad abitazioni e strutture; sempre nello stesso periodo, un’ondata di maltempo più estesa e violenta ha investito tutta l’Italia da Nord a Sud, con venti che hanno superato i 200 km/h e precipitazioni complessive giornaliere che hanno toccato valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia (quattro volte superiori alle medie mensili della regione) e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.

L’estate 2018 è stata poi la più piovosa nel Sud e sulle Isole, con precipitazioni del 400-500% più alte rispetto alla media tra il 1971 e il 20003.

Questa situazione metereologica viene ulteriormente aggravata dalla scarsa manutenzione di molti fiumi e corsi d’acqua italiani in molte regioni, come sottolineato da ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) nel 20164.

Per questa ragione, le piogge torrenziali sempre più frequenti, capaci di riversare su un’area, in poche ore, il quantitativo di acqua corrispondente a un mese piovoso5, aumentano la possibilità che vengano colpite le abitazioni e che locali, mobili e oggetti conservati possano essere danneggiati da acqua torbida che trabocca dagli scarichi, o dall’enorme flusso d’acqua che scorre all’esterno e che si infiltra nei locali stessi.

Il fatto che l’Italia sia quasi interamente sottoposta a rischio di inondazioni o alluvioni è segnalato dalla Mappa della pericolosità idraulica italiana (dati ISPRA 2018)6, dalla quale emerge come tutte le regioni abbiano un grado di rischio che aumenta in corrispondenza di eventi meteorologici particolarmente significativi o inusuali.

 

 

Questo perché quasi l’89% dei comuni italiani presenta sul proprio territorio zone ad elevata criticità idrogeologica e quindi a rischio di alluvione in caso di piogge superiori alla media. Alcune regioni, come l’Emilia-Romagna, la Valle d’Aosta e la Toscana hanno sul proprio territorio più del 10% di superfici a pericolosità idraulica media o alta. Questo significa che quasi 10 milioni di famiglie italiane (il 39% del totale) vivono in aree in cui la possibilità che una pioggia molto violenta metta in pericolo la propria abitazione è molto alta.

Ma anche due zone apparentemente meno esposte al rischio sono state recentemente colpite da inondazioni: Dolomiti bellunesi a luglio 2018 e Sicilia settentrionale nel novembre successivo.

Le azioni che possono essere attivate dalle Istituzioni pubbliche non sono destinate a dare risultati a breve-medio termine. Per mettere in sicurezza l’Italia dal punto di vista idrogeologico, il Ministero dell’Ambiente già nel 2012 aveva stimato infatti la necessità di investimenti pari a 40 miliardi di euro. Un vero e proprio piano nazionale, a sette anni di distanza, non ha tuttavia ancora visto la luce.

Ecco perché la scelta di una copertura assicurativa rappresenta un investimento sulla tutela dei propri beni e del benessere della propria famiglia.

Il modulo Catastrofi Naturali di Allianz1 prevede, in aggiunta alla protezione terremoto, la garanzia Alluvione, Inondazione e Allagamento, che protegge i locali in caso di danni a muri e impianti della casa in seguito ad allagamenti dovuti a intense piogge e allo straripamento di corsi d’acqua.

La polizza prevede anche il rimborso delle spese sostenute per demolire e smaltire macerie e residui e, se necessario, ricollocare presso terzi i beni contenuti nei locali. La protezione può inoltre essere estesa al contenuto della casa comprendendo, ad esempio, mobilio e arredamento.

Un esempio concreto7

Con una spesa di 5,36 euro al mese, è possibile acquistare la protezione in caso di terremoto, alluvione e inondazione per un appartamento di 100 mq a Torino8, con una somma assicurata per il fabbricato di 170.000 euro e per il contenuto di 30.000 euro.
Se una “bomba d’acqua” colpisse la zona, in caso di danni ai locali pari a 60.000 euro il modulo Catastrofi Naturali di Allianz1 riconoscerà un diritto di indennizzo pari a 51.500 euro, tenendo conto della franchigia prevista.

In caso di danni al contenuto, il rimborso per un danno pari a 12.000 euro ammonterà a 7.000 euro, tenendo conto della franchigia prevista.

Le medesime coperture verranno riconosciute per un appartamento di uguali caratteristiche ad Ancona9, a fronte di un versamento di 10,80 euro al mese.
Se l’appartamento si trovasse invece ad Agrigento10, il costo mensile sarebbe di 6,59 euro al mese.

La polizza Allianz1 – Catastrofi Naturali prevede di base la protezione per il rischio terremoto.

La violenza della natura è sempre più imprevedibile: piogge torrenziali, bombe d’acqua e eventi sismici sono sempre più frequenti in ogni regione italiana. Proteggere la propria abitazione e le cose che stanno più a cuore è il modo migliore per tutelarsi.

Nota: a partire da luglio 2020 il prodotto Allianz1 – Catastrofi Naturali non è più acquistabile. Scopri la nuova soluzione Allianz ULTRA Casa e Patrimonio.
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Scopri di più

1 La media di precipitazioni in Italia è di 100 mm al mese (dati ISPRA 2019).
2 I dati ISPRA 2019 riportano un valore di +1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990.
3 Dati ISAC-CNR 2018.
4 Ricerca “Lo stato del territorio italiano” ANCE 2016.
5 La ricerca 2018 del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) pubblicata sull’International Journal of Climatology, sottolinea come il dato medio, sia a livello di precipitazioni che di temperature, sia destinato a rimanere lo stesso, ma concentrato in un numero di giorni molto inferiore: da qui la definizione di “evento estremo”.
6 La mappa sotto riportata, basata sui dati ISPRA 2018, indica con la dicitura P2 e P3 un territorio suscettibile di subire un’alluvione con tempo di ritorno compreso fra 20 e 100 anni. Un dato che comunque non tiene conto di elementi, come una piovosità anomala, che possono ridurre sensibilmente il tempo tra un’alluvione e un’altra.
7 E’ possibile consultare la situazione del proprio comune utilizzando il tool online fornito da ISTAT: https://www4.istat.it/it/mappa-rischi/indicatori.
8 I profili indicati sono a puro titolo esemplificativo. Gli elementi di personalizzazione possono determinare un premio diverso da quello indicato. Le prestazioni possono prevedere franchigie e scoperti, limitazioni ed esclusioni. Tariffe in vigore al 15/01/2019.
9 L’esempio si riferisce a un appartamento a Torino, CAP 10121, a un piano terra rialzato costruito prima del 2005. È previsto un limite di indennizzo per il fabbricato pari a 119.000 euro.
10 CAP 60121.
11 CAP 92100.

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